LA RISVEGLIA
quadrimestrale di varia umanità
Numero 2 Settembre - Dicembre 1999


Timor Est
un'altra strage evitabile

Dichiarazione di Amnesty International
8 settembre 1999


Per oltre vent'anni il governo indonesiano ha occupato il territorio di Timor Est applicando la strategia del terrore.
Persecuzioni, uccisioni, arresti arbitrari e torture sono state all'ordine del giorno, dal 1975 a oggi.
Adesso che il Popolo di Timor ha scelto di volersi governare da solo, la situazione sembra grave come non mai.

Le cose vanno dette chiaramente: la violenza canagliesca lanciata dalle milizie filoindonesiane è in primo luogo responsabilità delle autorità di Jakarta, che per anni hanno calpestato i diritti umani e hanno armato e addestrato squadroni della morte.
Abbiamo le prove che ancora oggi l'esercito e la polizia indonesiane sostengono gli omicidi e le persecuzioni in atto contro cittadini timorensi e contro lo staff delle Nazioni Unite, nonostante osservatori dei diritti umani e giornalisti siano stati fatti scappare dall'isola già da qualche giorno.

Prendersela genericamente contro il palazzo di vetro delle Nazioni Unite, come fanno alcuni media italiani è decisamente sbagliato.
Se l' ONU non è oggi in grado di agire in modo concreto contro questa nuova ondata di abusi e massacri, la colpa va ricercata nelle azioni dei tanti governi amici di Jakarta - quali gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Germania e la Svizzera, che per anni le hanno fornito armi e tecnologie.
Quegli stessi governi i cui diplomatici, in sede di commissione ONU dei diritti umani, hanno evitato per anni che la situazione in Indonesia venisse affrontata realmente, votando mozioni di assoluzione del governo di Suharto e dei suoi collaboratori.

Se davvero il presidente indonesiano Habibie ha intenzione di cambiare la rotta del paese asiatico, è necessario che le forze armate indonesiane, per la prima volta, decidano di stare dalla parte delle Vittime, per difenderLe dagli assalti delle milizie, non per deportarLe.
Deve fare in modo che il potere venga effettivamente trasferito nelle mani dei funzionari ONU, come stabilito dagli accordi del 5 maggio scorso.

E i tanti governi amici dell'Indonesia devono sostenere il rispetto dei diritti umani immediato e incondizionato, chiedere il rispetto dei patti. Almeno questa volta, devono avere il coraggio di lasciare da parte i vergognosi giochi diplomatici volti a non disturbare troppo l'alleata Jakarta.

Daniele Scaglione
Presidente della Sezione Italiana
di Amnesty International


La Risveglia nuova serie on-line del giornale fondato nel 1872